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nel porre fine ad un sodalizio d'affari intenso e proficuo, riccardo gualino scriveva a giovanni agnelli: "... constato con malinconia che è davvero difficile scrivere la storia. a pochi anni di distanza, anzi a pochi mesi, gli avvenimenti sono venuti da lei e da me - che pure li abbiamo vissuti - sotto una luce talmente diversa che per lei è bianco quello che per me è nero e viceversa. forse solo gli estranei possono giudicare bene noi e le nostre opere". ha inizio così questo affascinante viaggio negli affari di agnelli e gualino, con la convinzione che sia possibile e necessario portare un contributo di approfondimento a tematiche spesso oggetto di luoghi comuni. al di là degli episodi più curiosi e interessanti, come quelli legati ai problemi degli assetti proprietari di grandi aziende come la fiat e la snia, questa ricerca, grazie ad una documentazione di archivio che alla fine si è rivelata generosa, consente, attraverso l'analisi dei patrimoni di due imprenditori estremamente rappresentativi, di fare luce su alcuni punti finora oscuri: dai commerci di guerra alle commesse belliche, dall'occupazione delle fabbriche alla riconversione post-bellica, dai sindacati azionari di blocco di garanzia alle scalate alle banche, dai problemi dello sviluppo industriale ai rapporti col fascismo e con mussolini.
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