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editoria

formato:
24x30 cm
rilegatura:
brossura con alette
pagine:
264
illustrazioni:
circa 200
lingua:
italiano
pubblicazione:
luglio 2018
ISBN:
978-88-569-0649-3
prezzo:
40,00 euro

dallo stile alla storia. adolfo avena valentina russo

come spesso accade prima di leggere un volume, soffermandosi sui titoli dei vari capitoli, nasce il dubbio che possa trattarsi di una reinterpretazione di temi già letti. in realtà in questo caso la ricerca svolta da valentina russo è assai più circostanziata e interessante di molti precedenti studi e costituisce un prezioso riferimento culturale per coloro che si occupano del restauro nel periodo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. l’autrice, infatti, non si è solo a soffermata sui singoli personaggi che hanno caratterizzato la cultura del restauro e dell’architettura nella seconda metà dell’ottocento e nei primi decenni del novecento, ma ha sentito l’esigenza di fornire una visione d’insieme, sia della politica della tutela, con le istituzioni che la esercitavano, sia dei cambiamenti e delle trasformazioni delle città del mezzogiorno d’italia, determinati anche dai mutamenti della tecnologia nel campo dell’edilizia con le nuove realizzazioni in ferro. 
la scelta di approfondire un personaggio come adolfo avena, responsabile della tutela e della conservazione nel mezzogiorno d’italia, scaturisce dal desiderio di conoscere non solo le capacità tecniche di un architetto impegnato nel restauro dei monumenti, ma anche di comprendere i principi e le formulazioni teoriche che le sottendono. adolfo avena finalizzava l’intervento di restauro alla conservazione delle testimonianze di arte e di civiltà. paragonava il monumento ad un libro “di cui non si possa conoscere appieno la importanza ed il valore, se non siano state svolte, lette e meditate tutte quante le sue pagine. il restauro, inteso nel suo vero e nobile significato, non è semplice pretesto per lavorare, ma opera di religione e di studio; è un atto nel quale noi moderni onoriamo il genio immortale delle età trascorse. non è possibile toccare un monumento dell’arte consacrato all’ammirazione, senza averlo prima studiato, molto amato; e chi lo conserva e lo fa sicuro di vincere ancora le leggi del tempo, chi lo studia e ne scruta la bellezza, compie una funzione altamente civile” (monumenti dell’italia meridionale, roma 1902, p. IV).
[dalla prefazione di stella casiello]