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la rosa di paestum mostre marzo _ dicembre 2013

la rosa di paestum

risale ad una creatura speciale, figlia di poseidone ed afrodite, all’allegoria della primavera, la ninfa roda, il nome antico del fiore per eccellenza: rodon per la cultura greca, rosa, a partire dalla civiltà romana. rossa, raccontano le leggende, per il colore trasmesso ai petali da una goccia di sangue di venere disperata per la morte di adone, o, secondo tradizioni più delicate, per il rossore delle guance della dea della bellezza, sorpresa al bagno da giove.
ornamento ideale, alle feste del vino, vinalia, in onore di venere o bacco, nelle gare di destrezza in omaggio a flora o nei riti propiziatori intitolati al culto di cibele; ingrediente ricercato, in cucina, come attestano tra gli altri filagro, columella, plinio, per la preparazione di mieli, conserve, vini “rosati”; estratto essenziale per la farmacopea, la fitoterapia e la cosmesi naturale, da ippocrate, a dioscoride, al revival contemporaneo di rimedi salutari ed estetici olistici… la rosa, le sue varietà sgargianti, centifolia, damascaena, gallica, alba…, occupa da millenni uno spazio privilegiato nell’immaginario collettivo d’occidente e d’oriente. a paestum, è acclarato dagli studi moderni di archeologia botanica, è fiorita per secoli una varietà speciale, la rosa di paestum, estinta in epoca recente, finalmente in procinto di rinascere per iniziativa congiunta esemplare del parco nazionale del cilento e della soprintendenza archeologica di salerno.

“paracelo rimase solo … raccolse il lieve pugno di cenere nel cavo della mano e sussurrò piano una parola. la rosa risorse.”
[jorge luís borges]

rosantico. natura, bellezza, gusto, profumi, tra paestum, padula e velia
a cura di adele campanelli
23 marzo / 31 ottobre 2013

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